· Chiara Ferrante
Apnee notturne e posizione nel sonno
Dove si ferma questa pagina. Noi vendiamo cuscini. Non formuliamo diagnosi, non diamo indicazioni terapeutiche e non vendiamo nulla che tratti le apnee. Se ti riconosci in quello che segue, rivolgiti al tuo medico. Informazioni affidabili in italiano si trovano su ISSalute (Istituto Superiore di Sanità).
La differenza con il russamento semplice
Il russamento è rumore: tessuti che vibrano in un passaggio ristretto. Nelle apnee il passaggio si chiude del tutto a intervalli e il flusso d’aria si ferma, finché il corpo non ti sveglia per un istante per farti riprendere fiato. Può succedere decine di volte all’ora senza che la mattina dopo te ne ricordi.
Per questo «russo» non è la stessa cosa di «ho le apnee», ed è vero anche il contrario: esistono apnee senza russamento forte.
I segnali di cui si parla più spesso
- Russare con dei silenzi in mezzo, seguiti da una boccata d’aria.
- Svegliarsi con la bocca secca o con mal di testa.
- Addormentarsi di giorno pur avendo passato abbastanza ore a letto.
- Chi dorme accanto che dice che smetti di respirare per un momento.
Che cosa c’entra la posizione
Da supini la lingua e il palato molle arretrano di più. In una parte delle persone con apnee i disturbi sono quindi nettamente peggiori da supini che su un fianco; si parla di apnea posizionale. Se sia il tuo caso lo dice un esame del sonno — non un test che fai da solo.
Esistono dispositivi che aiutano a restare su un fianco. Passano dal percorso sanitario, ed è il motivo per cui non li vendiamo: sono un trattamento, non biancheria da letto.
Perché qui non proponiamo nulla
In questa pagina non c’è nessun pulsante d’acquisto. È una scelta voluta: un pulsante sotto un testo che parla di una patologia suggerisce un nesso che non possiamo sostenere, anche quando il testo in sé non promette nulla.
Perché spesso se ne accorge prima chi ti dorme accanto
La difficoltà delle pause respiratorie nel sonno è che chi le ha di solito non ne sa nulla. Ci si sveglia per un attimo senza che sembri un risveglio, e la mattina dopo non se ne ha memoria. Quello che si nota è la conseguenza: hai dormito abbastanza e non sei riposato.
Chi ti dorme accanto sente un’altra cosa. Non tanto il russamento in sé, quanto l’interruzione al suo interno: rumore, poi silenzio, poi un sussulto o una boccata d’aria. È questo schema il motivo per cui spesso è il partner a parlarne per primo. Se dormi da solo quel segnale non c’è, e resta solo la stanchezza come indizio.
Che cosa vuole sapere un medico
Se ne parli con il tuo medico, aiuta avere prima qualche elemento in ordine. Non perché tu debba preparare una diagnosi, ma perché il colloquio diventa più breve e più preciso:
- Da quando succede, e se in quel periodo è cambiato qualcosa.
- Se qualcuno ha sentito pause respiratorie, e in tal caso con che frequenza.
- Come sono le tue mattine: mal di testa, bocca secca, o la sensazione di non esserti ripreso.
- Se di giorno ti appisoli in momenti in cui non dovresti, per esempio alla guida.
- Quali farmaci assumi, e se bevi alcolici la sera.
Quello che segue è di solito l’invio a un esame del sonno: una notte in cui vengono registrati respiro, ossigeno e battito, a casa o in un centro. Quell’esame stabilisce se c’è qualcosa e quanto è grave. Nessun prodotto, e quindi nessun cuscino, può sostituire o rendere superfluo quell’accertamento.
Perché qui la posizione significa un’altra cosa
Con il russamento semplice, con la posizione si può a volte spostare qualcosa. Con il sospetto di pause respiratorie è diverso, per una ragione che ha poco a che vedere con il comfort: se la posizione riduce il rumore ma l’interruzione resta, il problema non è sparito — è solo diventato più silenzioso il segnale. Ed è esattamente la situazione in cui si va avanti per anni senza accertamenti.
Per questo in questa pagina non c’è nessun consiglio su come metterti. Quello che scriviamo su posizione e rumore riguarda il russamento semplice e si trova in che cosa aiuta contro il russamento.
Perché gli autotest online non danno una risposta
In rete ci sono questionari che in pochi clic danno un esito sulle apnee. Alcuni derivano da questionari usati in ambito sanitario, ed è lì che nasce l’equivoco: là servono a stabilire chi è candidato a un accertamento, non a stabilire se qualcuno ha qualcosa. Non sostituiscono l’esame, lo precedono.
Vuol dire che entrambi gli esiti valgono poco come punto d’arrivo. Un punteggio basso non esclude nulla, e uno alto non accerta nulla — dice solo che la domanda vale la pena di essere posta. Chi compila un questionario del genere e ne ricava qualcosa fa bene a portare la domanda stessa al proprio medico, insieme a quanto scritto qui sopra.